Gennaio 2012
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“Già, perché gli eroi veri affrontano il nemico con le briglie tra i denti e lanciati al galoppo nella pianura, mica fanno arrestare barbieri, artigiani e amministratori comunali, pensionati ed operai, studenti e giovani dei centri sociali al confine tra la notte e il sorger del sole…questa è roba degna soltanto di qualche dittatore da strapazzo.”
—Carmilla on line ®
“Brand, costruzione puramente comunicativa, ectoplasma di un’entità inconsistente e semio-fantasma, l’immagine (o reputazione immaginaria) cerca di divenire icona e di mettere così al riparo da ogni revisione storica. Nel mondo contemporaneo, chi è stato proclamato brutto, efficiente, spiritoso, scaltro, maldestro, saggio tende a rimanerlo. Sostituire l’articolato e mutevole dispiegarsi della reputazione al pregiudizio marmoreo dell’icona non è facile né gradito, perché è proporre le virtù della Cosa, opaca, ruvida e spigolosa, contro la trasparenza artificiale ma avvolgente del Mito. Nel mondo d’oggi, è come sostenere le virtù della pioggia contro quelle del solleone. O, a proposito di caldo e siccità, come predicare nel deserto.”
—La reputazione | Doppiozero
“La memoria non fissa tutti gli eventi dei quali si è testimoni. Sarebbe impossibile ricordare tutto. L’azione della memoria si svolge in stretta collaborazione con l’azione dell’oblio.[8] Si tende sempre a dimenticare l’oblio: è la sua colonia penale, la condanna incisa sulla pelle del suo nome. Per alleviargli qualche istante la pena – una tregua che gli renda giustizia – si può dire che l’oblio non è solo ciò che si dimentica, ma anche ciò che non viene fissato, disperdendosi per sempre. Così come esiste una fissazione e un richiamo del ricordo, esiste parallelamente una mancata fissazione e un’impossibilità o un offuscamento del richiamo.”
—Una teoria dell’autobiografia | Le parole e le cose
“Nella storia umana la terra nasce come bene comune. Terra comune significa terra che include e non esclude: bene al quale tutti possono accedere. La terra comune, proprio perché includente, non comporta dominio né violenza né possesso. La storia ci mostra come all’origine dell’esclusione vi sia sempre un atto di violenza, fisica o normativa: il fratricidio compiuto da Romolo, le conquiste coloniali, le enclosures, le usurpazioni, oggi il land grabbing.”
—Terra Bene comune / Il lavoro culturale