“Non ne posso più di un giornale che sulla Tav si è schierato con i poteri forti, senza alcuna considerazione per ciò che pensano i valsusini; che denuncia i violenti (i soliti uomini nerovestiti e i soliti anarcoinsurrezionalisti) senza denunciare lo scempio annunciato di una valle che malgrado autostrada, due statali, due-tre valichi internazionali e una linea ferroviaria, internazionale anch’essa e ampiamente sottoutilizzata, è riuscita fino ad oggi a conservare relativamente intatte parte delle bellezze paesaggistiche, architettoniche, artistiche.”
—Lettera a Ezio Mauro. Sulla Tav
Luglio 2011
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Ongaku no susume #5 →
larottaperitaca.wordpress.com
di Stefano Palmieri
E’ stata una settimanella mica da ridere quella appena trascorsa, due notizie hanno catturato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Il massacro norvegese di…
“Il secondo livello di lettura riguarda invece la responsabilità sociale dei media: se la strage di Oslo è ispirata da farneticazioni razziste e naziste di Breivik, ci sono l’odio e la paura alimentati da un sistema mediatico che non racconta il diverso e indica nell’altro la responsabilità di qualsiasi cosa di brutto accada, come ad esempio la prima pagina de Il Giornale che indicava negli estremisti islamici i colpevoli della tragedia.”
—Strage di Oslo: per il TG1 colpa di Call of Duty (e Marilyn Manson) - AgoraVox Italia
“The Greeks gave us logic. We owe them for that. It was Aristotle who came up with the big ‘therefore’. As in, ‘You don’t love me any more, therefore … ’ Or, ‘I found you in bed with another man, therefore … ’ We use this word millions of times, to make our most important decisions. It’s about time we started paying for it.”
—Jean-Luc Godard: ‘Film is over. What to do?’ | Film | The Guardian
“livellare come se non ci fosse un domani”
—INDIETRO AVANTI PUGNO FORTE: Anteprima | La rotta per Itaca (via larottaperitaca)
“Clamorose le conclusioni dei giudici al processo per i disordini di piazza, che pure si concluderà con numerose condanne ai danni di manifestanti. “Si è trattato di un’aggressione ingiusta portata da un numero considerevole di pubblici ufficiali ai danni di una collettività organizzata”, si legge nelle motivazioni di primo grado. “Costruendo e portando avanti le barricate su Via D’Invrea e Via Casaregis, resistendo agli attacchi dei militari a piedi e poi dei blindati, inseguendo questi fino allo slargo di Corso Torino, i manifestanti hanno inteso non solo raggiungere i compagni del corteo, ma anche e soprattutto ‘riconquistare’ il diritto a manifestare liberamente, diritto del quale erano stati privati arbitrariamente”. In altre parole, i Disobbedienti di Casarini stavano dalla parte della legge, i carabinieri l’hanno violata.”
—G8 di Genova, mistero italianoQuattro domande senza risposta | Mario Portanova | Il Fatto Quotidiano
“Il decennio seguito al 2001 si è incaricato di dar ragione al movimento nato fra Seattle e Genova su tutti i fronti. Gli ultimi G8 hanno adottato nei documenti finali le idee per cui quei ragazzi della Diaz e delle strade di Genova venivano presi a manganellate e portati nella caserma di Bolzaneto. Con un programma incentrato sulla green economy invocata dal popolo di Seattle fra i lacrimogeni, Obama otterrà il più largo mandato della storia dei presidenti americani.”
—Aver ragione e pulircisi il culo | mazzetta
“Per esempio, spesso intuiamo una contiguità tra fascismo e berlusconismo e c’è sempre qualcuno che ci fa notare come il berlusconismo sia proprio il contrario del fascismo: goduria, non rigore; barzellette, non serietà delirante. Ma io credo che il legame stia nel «Me ne frego». Il «Me ne frego» stabilisce l’abolizione della relazione alla realtà: la contiguità non è tanto nella repressione, quanto nell’arbitrio. In entrambi i casi, mi pare, abbiamo a che fare con ciò che è stato definito come “assurdo”: la distruzione di relazione logica con la realtà.”
—La società dello spettacaaargh! – 7 « Scrittori precari
Operai d’anteguerra 8 →
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di Dimitri El Madany
Segue da qui. In questa puntata: socialisti amici del re, Benito Mussolini direttore dell’Avanti!, la guerra di Libia del 1911, scissioni nel PSI e nella CGL, scioperi…
“Questa approssimazione nella terminologia, questo arrivare sempre più o meno con dieci anni di ritardo (magari alcuni “black bloc” della Val di Susa ai tempi dei BB veri avevano sei o sette anni), una volta era scusabile, diciamo fino a tutto il ventesimo secolo, quando certi gruppi o gruppuscoli erano semiclandestini e i loro ciclostili non sempre leggibili. Però siamo nel 2011, non è così difficile digitare “black bloc” su google. A questo punto secondo me un certo tipo di sciatteria è intenzionale. Voglio dire che ci tengono, i giornalisti, a risultare poco informati sull’argomento. È un modo per far sentire le distanze. Nessun organo di stampa serio vuole mostrare di conoscere, anche solo per cultura generale, la lingua dei facinorosi. In fondo è sempre una questione di propaganda, più che di informazione, coi quotidiani italiani.”
—Leonardo: Tutti matti per B.B.