Maggio 2011
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Questa sofisticata articolazione concettuale che mira a usare la violenza con il consenso della stessa popolazione violentata, appartiene all’arte del governare. Sembra uno scherzo, ma a onore della classe dirigente italiana va detto che per trasformare con poche semplici parole un uovo in una pistola alle orecchie di un popolo, occorrono anni di duro lavoro, di propaganda, di menzogne e di omissioni. Perché quelle poche parole risuonino con efficacia, bisogna costruire canali di comunicazione immediati, paradigmi solidi che stimolino rapide risposte irriflessive in una popolazione pavlovizzata da una massiccia creazione di simboli.” —Il simbolo Cesare Battisti: utile a demonizzare il conflitto sociale. Walter G. Pozzi Paginauno
Segnalo un interessante studio condotto negli USA sui livelli di retribuzione dei laureati di “primo livello” (BA) in diverse discipline, ivi incluse quelle umanistiche. Naturalmente è possibile criticare il metodo con cui è stata condotta l’indagine, nonché l’ideologia di fondo che la ispira. Tuttavia di primo acchito è interessante notare che: 1) Big Pharma, industria del greggio e telecomunicazioni disegnano lo scenario dell’élite della tecnocrazia attualmente egemone (i laureati in questi tre settori da soli valgono circa i 4/5 dell’intero mercato della lauree “deboli”); 2) non solo le donne, anche nei settori di punta, guadagnano il 30% in meno dei maschi, ma i settori “deboli” ovvero le cosiddette low-paying majors(counseling, social work, education) vedono la più alta percentuale di donne, afro-americani e immigrati.
Questo scenario, per quanto possa apparirci scontato, credo debba far riflettere su molte cose, non solo in USA, ma anche in Italia. Il problema della precarietà, delle rappresentanze sociali e delle relative “debolezze” dovrebbe essere affrontato, forse, come un sotto-problema del problema formativo e culturale. Si capisce da queste cifre perché i governi di tutto il mondo tagliano senza pietà scuola, università, sanità. Lo scenario dei conflitti sociali — cfr. gli indignados di Puerta del Sol, definiti la generazione più colta della storia di Spagna — sarebbe dunque rappresentabile come una contrapposizione fra élite tecnocratiche iperpagate e neo-proleteriato urbano della cultura, dei lavori socialmente utili e dell’insegnamento. Forse non si tratta di tradizionale conflitto di classe, perché qui oltre allo sfruttamento c’è il problema della sovra-istruzione di una massa di persone, ma proprio di ciò si tratta: sarà capace (e se sì a quale prezzo) l’élite tecnocratica globale di far fuori un’intera generazione e riportare indietro di qualche secolo le lancette della storia?
Una delle categorie più strane che ho incontrato nella mia vita, è “l’Affabile Ristoratore Straniero” (ARS).
Solitamente attorno ai 50, prevalentemente di origine asiatica (Cina ed India in testa), l’ARS veste capi comodi adatti al lavoro, ma ama trascorrere l’intera serata intrattenendosi con i…