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Mese

Ottobre 2011

24 post

“Possiamo quindi affermare che la narrazione sui giovani per oltre un trentennio nella cultura generalista italiana è mediata dal moral panic. Ma cosa è il moral panic? Quali modalità di connessione sociale promuove a differenza dell’epica popolare?
Il testo capitale per comprendere questo fenomeno non è stato mai tradotto in Italia, potenza della miseria dell’editoria nazionale, è quello di Stanley Cohen, Folks Devils and Moral Panic. Si tratta, secondo Cohen, di quel fenomeno di codifica dei comportamenti giovanili, promosso originariamente dalla stampa locale britannica e successivamente dai grandi media generalisti, diffuso in termini di panico presso la popolazione dei lettori. Che, in un periodo di grande diffusione della stampa popolare britannica, coincideva sostanzialmente con il territorio. I comportamenti giovanili, a partire dall’epoca dei Teddy Boys per arrivare alle successive, vengono quindi rappresentati alla popolazione con degli stili narrativi del terrore atti a suscitare panico e paura nei lettori. Aumentando così la tiratura delle copie (funzione commerciale) e attivando i dispositivi di controllo amministrativo, di scienza di polizia del territorio (funzione politica). Perché la paura richiede e legittima l’intervento dei dispositivi di controllo.”
—Magliette a strisce, teddy boys e black bloc. Dall’epica popolare al moral panic - Senza Soste
Oct 28, 20119 note
#moral panic #epica #popolo
“E’ il concetto di classe che fa del popolo una categoria della politica, della politica che ci interessa, quella autonoma dall’uso che ne hanno fatto e ne fanno le forze dominanti Il concetto di classe, e di lotta di classe, irrompe nella storia moderna a scardinare l’intero apparato teorico di analisi dell’economia e della società. L’avevano inventato gli storici della Restaurazione. I reazionari hanno sempre lo sguardo acuto, per interesse di parte, nel leggere la realtà effettuale. Con la classe il popolo diventa soggetto politico. Di lì, una storia ambigua, doppia, niente affatto lineare, luci ed ombre, squarci di chiarezza e periodi di confusione. E’ il punto di vista di classe che fa del popolo un soggetto politico. Senza classe non c’è politicamente popolo. C’è socialmente. O c’è nazionalmente. Due forme di neutralizzazione e di spoliticizzazione del concetto di popolo.” —Mario Tronti: Popolo
Oct 27, 20114 note
My Top 5 Artists (Week Ending 2011-10-23) → last.fm
Oct 26, 2011
“Si è fatto tardi ed è ora di ripartire. Mentre vado non posso non pensare alla piazzetta sopra il centro commerciale vicino a casa mia dove i ragazzi sentono le canzoni dei Club Dogo sui loro cellulari. Convinti di essere ribelli, ma schiavi. Ribelli schiavi. Dei soldi, dei vestiti, dell’idea che rimbalza da tutti i cartelloni e le televisioni che la donna sia una merce come le altre. Schiavi della coca. Schiavi a vita. Io un po’ di responsabilità me la sento, soprattutto per i più deboli e soli. Cioè quasi tutti. Ma spira un vento forte e contrario”. Questo è quanto.” —Il rap al tempo della crisi | Global Project
Oct 26, 2011
“Da questo punto di vista sono, nella pratica, assolutamente tradizionale. Scrivo a mano, ma senza nessunissima civetteria e non mi piacciono certi atteggiamenti come quelli di chi pensa che una penna sia più autentica, più vicina a Dio di un computer. Credo però che ognuno di noi identifichi la naturalezza con quel livello di tecnica che ha trovato nell’infanzia e che è cresciuto insieme a lui. Per me già la radio in qualche modo è più naturale della televisione perché faceva parte del mondo che ho trovato: i rumori della radio, la musica e le voci dei radiodrammi che ascoltavo erano come il canto degli uccelli. La televisione, chiaro, fa parte del mio mondo, ma è già un’innovazione che è venuta quando ero molto giovane, che non ho “trovato”.” —Claudio Magris … e anche la logica non si sente troppo bene | Doppiozero
Oct 26, 20111 nota
“Quello che ho cercato di spiegare con un articolo sul Corriere è che, come una volta Marx parlava di “Lumpenproletariat”, adesso c’è veramente un “Lumpenbürgertum”: una borghesia intellettualmente pezzente anche quando non lo è economicamente. E questo è certamente un problema.” —Claudio Magris … e anche la logica non si sente troppo bene | Doppiozero
Oct 26, 2011
“La ragione di questa forza è, tutto sommato, facile da spiegare, per chi abbia anche solo messo il naso in valle: perché quello della Val di Susa non è un semplice movimento, nel senso genericamente politico in cui si è soliti usare questo termine. E’ un popolo, una comunità con legami fortissimi con la propria terra e la propria storia, impegnata da almeno un paio di decenni a prendersi cura dei propri beni comuni, del proprio habitat, del proprio sistema di relazioni.” —Il popolo della Valle
Oct 25, 20112 note
“Lezione terribile che insegnano gli scacchi: la disciplina e l’applicazione regalano le vittorie, la fantasia no.” —Gli scacchi non sono poesia 2 | La rotta per Itaca (via larottaperitaca)
Oct 25, 20112 note
#chess
uomo in polvere: Qualche considerazione personale su una "vittoria" #notav → uomoinpolvere.tumblr.com

uomoinpolvere:

Ieri c’è stata la grande manifestazione #notav di cui avrete credo sentito, se non l’avete vissuta in prima persona. Riporto qui qualche spunto a caldo e qualche pensiero scaturito durante il viaggio di ritorno insieme ad alcun* compagn* notav, su cui ho continuato a riflettere anche oggi. Sono…

Oct 24, 201113 note
Oct 21, 20111 nota
Steve Workers: Psalm 1 - the invisibile hand → steveworkers.tumblr.com

steveworkers:


You said we are hungry ‘cause an invisibile hand
You said we are desperate ‘cause an invisibile hand
You said we are in this futureless condition ‘cause an invisibile hand.
You said our children died ‘cause an invisible hand.
You took our work ‘cause an invisible hand.
You took our blood ‘cause…

Oct 11, 20113 note
Oct 11, 20111,304 note
#ganesh-edge revenge
Steve Workers: Sono Steve Workers, e sono nato quattro giorni fa. Ma esisto da sempre. → steveworkers.tumblr.com

steveworkers:

Sono Steve Workers, e sono nato quattro giorni fa. Ma esisto da sempre.

Il giorno in cui sono nato, mi dicono, è morto uno che si chiamava Steve Jobs e che faceva il capitano d’industria. So bene cosa deve aver provato quell’uomo, perchè la morte la conosco da vicino. Sono morto tutte le volte…

Oct 10, 201117 note
Oct 8, 201185 note
“A nessuna persona che geneticamente ha dei buoni neuroni fa ridere la centotrentesima battuta su Chuck Norris” —Opinioni, libertà, e altre stronzate | La rotta per Itaca (via larottaperitaca)
Oct 7, 20113 note
Oct 7, 20111,988 note
My Top 5 Artists (Week Ending 2011-10-2) → last.fm
Oct 5, 2011
Perchè John Lennon ci fa sentire più buoni?  → larottaperitaca.wordpress.com
Oct 4, 20111 nota
Oct 3, 20112 note
Oct 3, 201118 note
#cazzate #tecniche fotoscioppe immense #thor #torna a sorrento
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