“Nella battaglia sul #rogodilibri, si sono ritrovati alcuni dei filoni più vitali della letteratura italiana, o della riflessione su di essa: il vivace mondo delle riviste on-line e dei blog letterari (carmilla, giap, il primo amore, lipperatura…), il variegato insieme di autori che, nel rinnovamento della letteratura di genere (noir e giallo in primis) hanno colto l’occasione per abbandonare le poetiche ombelicali del minimalismo made in italy e, occorre dirlo, molti degli autori che Wu Ming 1 aveva incluso nel suo Memorandum ormai quasi tre anni fa.”
—il rogo del libro (e l’apoteosi dello scrittore) | PARLA COI MURI
Gennaio 2011
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“Questa non è la solita polemichetta contra la tv e i quiz, che stanno bene dove sono e fanno passare un’oretta lieta a chi li ama, il problema è il pelo sullo stomaco di politica e pubblica amministrazione che - in alcuni casi per riferimenti culturali molto prossimi a quella tv e a quei quiz, in altri per riferimenti culturali e pelo sullo stomaco molto più alti - trasporta la “logica spettacolare” (nei due sensi del termine…) dentro la vita reale.”
—jumpinshark: Click Day, regolarizza-immigrazione per chi scatta sul bottone
“Una comunità in grado di far fiorire un’intellettualità di massa è infatti una comunità in cui la rappresentanza politica e intellettuale vengano abolite, in favore di una azione diretta dei suoi membri. Al suo interno, il rapporto tra produzione e consumo culturali diventa l’opposto di quello vigente nelle società occidentali contemporanee: il consumo non è più l’unica forma di produzione possibile, ma piuttosto è la produzione culturale ad essere la forma di consumo per eccellenza, in quanto origina dalla condivisione e dal libero riutilizzo dei prodotti dell’intellettualità collettiva e si riversa nella potenza creativa della vita delle persone.”
—La logistica degli intellettuali
“Tale contagio fu sempre avvertito e si tentò di debellarlo: infezioni e cure simili ebbero luogo in Cina nel III secolo a.C., nel corso del Medioevo a opera dell’Inquisizione, dopo la distruzione dell’Impero Azteco, nella Spagna della Reconquista, fino ai nostri giorni. Laddove il contagio è appiccato, si appicca il fuoco. Lo scrittore è un untore, si sa. Per fare fronte alla diffusione della peste in Venezia devastata dai bubboni, si dispose il rogo di molti libri, strumento di contagio a causa del contatto con le pagine. Quando alcuni umanisti scrissero al vescovo Ghislieri di evitare questa azione, egli rispose che, al pari della peste reale, bisognava debellare la “peste dell’eresia”. Nel 1644 John Milton scrisse nell’opera Areopagitica: “Uccidere un buon libro equivale a uccidere un essere umano; chi uccide un essere umano uccide una creatura ragionevole, l’immagine di Dio; ma chi distrugge un buon libro uccide la ragione medesima”. Nella Tempesta di Shakespeare, Calibano consiglia Trinculo e Stefano per sottrarre il potere a Prospero: “Egli è abituato a fare un pisolino nel pomeriggio, cosicché, dopo esserti impadronito dei suoi libri, potrai strappargli le cervella; oppure con un bastone potrai spezzargli il cranio, o sventrarlo con una pertica, o tagliarli un’arteria col tuo coltello. Però ricordati di impadronirti prima dei suoi libri; senza di essi egli è solo uno sciocco come me, e nessuno spirito potrebbe obbedirgli. Solo i suoi libri devi bruciare”.”
—#rogodilibri – Da HITLER – ROMANZO | G I U S E P P E G E N N A
“In molte altre culture si possono rinvenire analoghi sistemi di corrispondenze, che mostrano fino a che punto l’analisi dei sapori e delle loro combinazioni può sfociare in un riconoscimento di autentici sistemi di figuratività profonda, essi stessi correlabili a delle assiologie”
—Jean Marie Floch, Diario di un bevitore di birra
Slittamenti semantici e strategia comunicativa in uno spot di Greenpeace →
elpinta.wordpress.com
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Soltanto poche settimane fa si è accesa in rete un’interessante discussione relativa ad un commercial dell’associazione Forum Nucleare Italiano dal titolo “Tu che posizione hai?”….
“Gli scrittori firmatari dell’appello per Cesare Battisti hanno sbagliato.
Hanno sbagliato a fare gli scrittori. Avrebbero dovuto intraprendere un’attività utile al paese, con autentiche possibilità di carriera, che potesse portarli ai vertici dello Stato. Avrebbero dovuto fare i papponi. Gli spacciatori, gli speculatori, gli estorsori, i camorristi. Darsi al crimine organizzato.
Il Noir non va scritto. Va vissuto. Valerio Evangelisti dovrebbe incendiare i negozi di chi non paga il pizzo. Massimo Carlotto dovrebbe sversare rifiuti tossici nel Po. Lello Voce dovrebbe importare mitra dai Balcani. Girolamo De Michele dovrebbe cucinare metanfetamine, e spacciarle ai suoi studenti. Gianni Biondillo dovrebbe costruire palazzine abusive con la sabbia al posto del cemento. Tiziano Scarpa dovrebbe buttare dalle impalcature gli immigrati che chiedono i contributi, e Giuseppe Genna dovrebbe scioglierli nell’acido. I Wu Ming dovrebbero formare una Triade cinese e trafficare eroina. Loredana Lipperini dovrebbe caricare le bambine sui container, e scaricarle nei bordelli di Arcore.” —Carmilla on line ®
Hanno sbagliato a fare gli scrittori. Avrebbero dovuto intraprendere un’attività utile al paese, con autentiche possibilità di carriera, che potesse portarli ai vertici dello Stato. Avrebbero dovuto fare i papponi. Gli spacciatori, gli speculatori, gli estorsori, i camorristi. Darsi al crimine organizzato.
Il Noir non va scritto. Va vissuto. Valerio Evangelisti dovrebbe incendiare i negozi di chi non paga il pizzo. Massimo Carlotto dovrebbe sversare rifiuti tossici nel Po. Lello Voce dovrebbe importare mitra dai Balcani. Girolamo De Michele dovrebbe cucinare metanfetamine, e spacciarle ai suoi studenti. Gianni Biondillo dovrebbe costruire palazzine abusive con la sabbia al posto del cemento. Tiziano Scarpa dovrebbe buttare dalle impalcature gli immigrati che chiedono i contributi, e Giuseppe Genna dovrebbe scioglierli nell’acido. I Wu Ming dovrebbero formare una Triade cinese e trafficare eroina. Loredana Lipperini dovrebbe caricare le bambine sui container, e scaricarle nei bordelli di Arcore.” —Carmilla on line ®
“Tempo minimo di permanenza in campo senza commettere fallo: secondi cinque, calcio d’inizio dell’attaccante che passa al compagno che la dà indietro al centrocampista sul quale si avventa come un ossesso Vinnie e sbèm, ammonito, c’ho messo più tempo io a raccontarvela che a lui a mandarlo per le terre.”
—La gang dei fuori di testa « Scrittori precari
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“There are known knowns. These are things we know that we know. There are known unknowns. That is to say, there are things that we know we don’t know. But there are also unknown unknowns. There are things we don’t know we don’t know.”
—Donald Rumsfeld (via w0rstcas3scenar1o)
“Mi piaceva essere compatito, apparire indecifrabile, misterioso. Godevo a essere frainteso, a sentirmi vittima, non capito.”
—Federico Fellini (via yoruichi)